by TheCoevas: Musicians of Words / Strumentisti di Parole

Articoli con tag “cineteca

Velvet Underground – Sunday morning

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TheCoevas on Events Tour 2011, Mercoledì 13 Luglio presso “Mondo Fitness”, h 18,30


Cream – World of Pain


Tangerine Dream – Live At Coventry Cathedral 1975


Ash Ra Tempel – Whoopee


2001 odissea nello spazio


Arvo Part: Sieben Magnificat


Raffaello Sanzio


Philip Glass & Uakti – Japura River


Metropolis – Fritz Lang


Don Chisciotte tra musica, letteratura e cinema


Apostolo della video-arte: Nam June Paik (Global groove)

Nam June Paik (Seul, 1932 – Miami, 2006) artista statunitense di origine sudcoreana. Ha lavorato in diversi ambiti artistici, ma il suo nome è soprattutto legato alla videoarte, di cui è uno dei pionieri. Compie i suoi studi di estetica, arte e musica a Tokyo dove si laurea con una tesi su Arnold Schönberg. Tra il 1958 e 1963 partecipa alle manifestazioni Fluxus a Düsseldorf, è in contatto con artisti come John Cage, Wolf Vostell. Partecipa ad una mostra considerata oggi la prima esposizione di video arte, dal titolo Exposition of Music – Electronic television (Wuppertal, 1963) dove si mescolano musica elettronica e immagine elettronica. Paik studia il disturbo e impara a provocarlo distorcendo l’immagine elettronica: le sue prime elaborazioni sono infatti televisori con immagini modificate. Poi sperimenta la ripresa e la rielaborazione di registrazioni con la telecamera. Nel 1965 utilizza il primo modello di telecamera portatile della Sony per riprendere il traffico caotico nel giorno della visita di Papa Paolo VI a New York, e per farne un’opera video (Café Gogo, Blecker Street), mostrata la stessa sera al Greenwich Village, opera sancita da molti come il primo video d’arte della storia.Tale opera, nata dalla rappresentazione tipica di un qualsiasi giorno (il traffico di una metropoli) e di un evento storico, “è un vero ready made video”, cioè “un evento-trovato e artisticizzato”.Rappresenta le possibilità del video di: 1. riprendere prima le strade vuote 2. riprendere le strade con il Papa e tutta la gente al seguito = doppia ripresa dello stesso posto. 3. riproporlo la sera agli amici = testimoniare la freschezza del video, della presa diretta della videocamera e della non necessità (che invece ha il cinema) del montaggio, che riduce il cinema a storia. Inizia a produrre videoinstallazioni con televisori modificati, da opere più minimaliste come Moon is the Oldest TV (1965) ad opere più monumentali e fantasmagoriche come Tadaikson (The More The Better), la torre di 1003 monitor realizzata in occasione dei Giochi Olimpici di Seoul (1988). L’ultima mostra di Paik è stata Moving Time.


Andy Warhol – The Kiss – Cortometraggio (1963)


Jack Kerouac – Sulla strada

C’è sempre qualcosa di più, un po’ più in là… non finisce mai. (Jack Kerouac)

“La prima volta che incontrai Dean fu poco tempo dopo che io e mia moglie ci separammo. Avevo appena superato una seria malattia della quale non mi prenderò la briga di parlare, sennonché ebbe qualcosa a che fare con la triste e penosa rottura e con la sensazione da parte mia che tutto fosse morto. Con l’arrivo di Dean Moriartry ebbe inizio quella parte della mia vita che si potrebbe chiamare la mia vita lungo la strada. Prima di allora avevo sempre sognato di andare nel West per vedere il continente, sempre facendo piani vaghi e senza mai partire. Dean è il tipo perfetto per un viaggio perché nacque letteralmente sulla strada, quando i suoi genitori passarono da Salt Lake City, nel 1926, in un vecchio macinino, diretti a Los Angeles. Le prime notizie su di lui mi furono date da Chad King, che mi aveva fatto vedere alcune sue lettere scritte in un riformatorio del New Mexico. Mi interessai enormemente a quelle lettere perché chiedevano a Chad in modo così ingenuo e dolce di insegnargli ogni cosa su Nietzsche e tutti i meravigliosi argomenti intellettuali che Chad conosceva. A un certo punto Carlo e io parlammo delle lettere e ci chiedemmo se avremmo mai conosciuto quello strano Dean Moriarty. Tutto ciò accadeva molto tempo fa, quando Dean non era ancora quello che è oggi, ma solo un giovane carcerato avvolto di mistero. Poi arrivò la notizia che Dean era uscito dal riformatorio e stava venendo a New York per la prima volta; si diceva che avesse appena sposato una ragazza di nome Marylou. Un giorno stavo bighellonando per la Città Universitaria e Chad e Tim Grey mi dissero che Dean abitava in un appartamento senza acqua calda corrente nell’East Harlem, la Harlem spagnola. Dean era arrivato a New York la notte precedente per la prima volta con Marylou, la sua bella e vivace pollastrella…” (da “Sulla strada- Jack Kerouac)

 


“Dormi e sogna”, Avion Travel