by TheCoevas: Musicians of Words / Strumentisti di Parole

Jean Genet

Genet è stato per molti anni un caso letterario e umano, quello di un pericoloso delinquente, che in carcere ha scoperto la sua vocazione di poeta e che grazie al Saggio di Jean Poul Sartre “Santo Genet, commediante e martire” (’52), ha finito col diventare lo scrittore che volge le spalle all’ESSERE per situarsi di proposito nel NULLA, che preferisce l’immaginazione al reale. Il teatro è stato per Genet, nei suoi capolavori, la forma espressiva ideale per realizzare sulla strada tracciata per primo da Pirandello con il “Teatro nel Teatro”, una drammaturgia tutta fondata su un “cerimoniale”: un “cerimoniale” fatto di IRREALTÀ’, “riflesso di un riflesso”, gioco di specchi spinto fino all’estremo della rarefàzione.Questa concezione è espressa in forme diverse nelle sue opere “Le Serve” (’47), “Vigilanza stretta” (’49), “II Balcone” (’56), ambientato in un bordello dove ogni uomo può mascherarsi per realizzare i propri sogni di potere, è costituito di «una serie di cerimoniali» seguiti da una distrazione rituale – i clienti del bordello che seguono i loro riti, la presentazione rituale della nuova gerarchla del potere, la castrazione rituale del rivoluzionario frustrato. I “Negri” (’59) e i “Paraventi” (’61) che è solo apparentemente un dramma sulla guerra d’Algeria e sul razzismo, m realtà esso si sviluppa come una fantasmagoria sinistra e insieme burlesca sul tema della rivolta, come dimostra il finale nell’Aldilà, nel quale tutti i personaggi, vinti e vincitori, vittime e carnefici, si ritrovano insieme nella dissoluzione del nulla. Arthur Adamov (^OS-‘PO) è stato per alcuni anni ritenuto uno dei maestri del Teatro dell’Assurdo, ma oggi al sua opera ci appare di un livello certamente inferiore. Tuttavia, Adamov dei testi dell’Assurdo (La grande e piccola manovra (’50), L’invasione (’50), La Parodia (’52), II Professor Taramre (’53), e Tutti contro tutti (’53), resta un autore di rilievo, che ha espresso in immagini di concreta teatralità il senso dell’angoscia esistenziale e della solitudine.

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