by TheCoevas: Musicians of Words / Strumentisti di Parole

Mahābhārata

Il Mahābhārata ([mɐɦaːˈbʱaːrɐtɐ]; sanscrito: महाभारत, “La grande storia dei figli di Bharata”), a volte chiamato semplicemente Bhārata, è uno dei più grandi poemi epici della mitologia indù, insieme al Rāmāyaṇa, oltre ad uno dei testi sacri più importanti della religione indù. Nella maggiore edizione pervenuta ai giorni nostri, il Mahābhārata consta di circa 110.000 strofe (corrispondenti a quattro volte la Bibbia, o a sette volte Iliade e Odissea messe insieme), divise in 18 libri (parva) più un’appendice, l’Harivaṃśa, che ne fanno l’opera più imponente non solo della letteratura indiana, ma dell’intera letteratura mondiale.Si narra che il poema sia opera del saggio Vyāsa, che include sé stesso tra i più importanti personaggi dinastici del racconto. La prima parte del Mahābhārata dichiara che fu il Deva Gaṇeśa, su richiesta di Vyāsa, a scrivere il poema sotto la sua dettatura; Gaṇeśa acconsentì, ma solo alla condizione che Vyāsa recitasse il poema ininterrottamente, senza alcuna pausa. Il saggio, allora, pose a propria volta una ulteriore condizione: Gaṇeśa avrebbe non solo dovuto scrivere, ma comprendere tutto ciò che udiva ancor prima di scriverlo. In questo modo Vyāsa avrebbe potuto riprendersi un poco dal suo continuo parlare, semplicemente recitando un verso difficile da capire. A questa situazione fa riferimento anche una delle storie che spiegano il modo in cui si ruppe la zanna sinistra di Gaṇeśa (elemento essenziale della sua iconografia): nella foga della scrittura il suo pennino si ruppe, ed egli si spezzò una zanna affinché la trascrizione potesse andare avanti senza interruzioni, così da permettergli di mantenere la parola data. Si ritiene che il Mahābhārata derivi da un originale lavoro molto più breve, chiamato Jaya (Vittoria). La collocazione temporale degli eventi qui descritti non è chiara: alcune persone li collocano con una certa sicurezza nell’India Vedica, attorno al 1400 a.C. Gli studiosi hanno analizzato gli eventi astronomici descritti nel Mahābhārata (ad esempio, le eclissi) datando i fatti al 1478 a.C. circa, o in alternativa al 3100 a.C. In ogni caso, è importante ricordare che la ricerca di una datazione esatta degli avvenimenti descritti nel Mahābhārata è di importanza secondaria rispetto all’imponente contenuto filosofico, etico e culturale dell’opera, e alla sua posizione all’interno della letteratura sanscrita classica. Come la maggior parte della letteratura indiana antica, anche il Mahābhārata veniva trasmesso oralmente, di generazione in generazione. Questo ha reso particolarmente facile l’interpolazione di storie ed episodi addizionali all’interno del testo; si parla anche di variazioni locali, sviluppatesi in regioni diverse. Comunque, nella maggior parte dei casi le modifiche sono consistite in ulteriori aggiunte, e non in alterazioni della storia originale.

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