by TheCoevas: Musicians of Words / Strumentisti di Parole

Fidia

Fidia (Atene 490 ca. – 430 ca. a.C.) scultore greco del periodo classico; ebbe fama anche come architetto e pittore. Fidia eccelse per la perfezione della forma e l’originalità del linguaggio plastico. Poiché nessuna delle sue opere ci è pervenuta in originale, la conoscenza del suo lavoro si basa sulle notizie riportate dagli scrittori antichi, sulle copie delle sue statue, sulle riproduzioni che si trovano sulle monete e sulle gemme.

Una delle prime opere che lo fece conoscere come grande artista fu un gruppo bronzeo rappresentante alcuni eroi nazionali, con il generale Milziade come figura centrale. Appartengono alla prima produzione (fine degli anni Cinquanta) anche due statue dedicate al Atena, dea della saggezza: quella in oro e avorio destinata alla città di Pellene e quella nota come Atena Lemnia. Ma l’opera più importante realizzata in questo periodo fu la colossale statua crisoelefantina di Zeus, padre degli dei, eseguita per il tempio di Olimpia e annoverata nell’antichità tra le sette meraviglie del mondo.
Nel 447 a.C. Pericle, capo dello stato ateniese, gli commissionò una cospicua quantità di sculture e lo nominò sovrintendente ai lavori dell’Acropoli: Fidia diresse così la costruzione del Partenone e dei Propilei, il monumentale ingresso alla cittadella fortificata. Di sua concezione fu tutta la decorazione scultorea del Partenone, in larga misura eseguita da allievi e artisti ai suoi ordini, di cui ci sono pervenute le statue che ornavano i due frontoni, 19 delle 92 metope e il fregio con la processione delle Panatenee: la maggior parte di queste opere è conservata nella collezione nota come marmi di Elgin al British Museum di Londra. Ideatore del programma iconografico, realizzò in prima persona la statua dell’Athena Promachos, posta sull’Acropoli, e l’Athena Parthenos, situata all’interno del Partenone.
Le vicende degli ultimi anni della vita di Fidia sono molto controverse. Secondo alcune fonti sarebbe morto in prigione, accusato dagli avversari di Pericle di essersi appropriato indebitamente dell’oro ricevuto per la statua di Atena; secondo altre, sarebbe stato mandato in esilio. Un’altra versione riporta che, assolto dall’accusa di appropriazione indebita, sarebbe stato condannato per empietà per aver rappresentato se stesso e Pericle sullo scudo di Atena.
I critici antichi e moderni sono concordi nel ritenere che l’opera di Fidia, improntata a una concezione secondo la quale l’arte doveva riprodurre l’ideale eterno di bellezza, sia stata, insieme alle tragedie del drammaturgo Sofocle, la più perfetta espressione dello spirito del periodo classico della civiltà greca.
La scuola di Fidia contava numerosi scultori, fra cui Alcamene e Agoracrito, che collaborarono alle opere del Partenone, e Callimaco, che lavorò all’Eretteo e nel tempio di Atena Nike. La Nike di Peonio a Olimpia (425 a.C.) si deve quasi certamente a questo fervido clima creativo.

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