by TheCoevas: Musicians of Words / Strumentisti di Parole

Affresco giapponese: Uomo e Natura. Dersu Uzala (A. Kurosawa 1975)

Grande affresco umanitario-naturalistico dal sapore epico per gli spazi aperti. Sistematicamente contrapposti il gelo della taiga al calore del sole, metaforicamente sul versante plastico-figurativo è la storia di una piccola stella, che porta giovialità, serenità ad un gruppo di soldati, addirittura vitale per qualcuno. Dersu citerà anche il sole, definendolo un “Homo”. Meraviglioso incontro con la natura, e i suoi quattro esponenti principali, aria, acqua, terra e fuoco, una pellicola atipica, in parte girata in modo documentaristico, dall’altra con una delle più classiche e potenti drammaturgie, preambolo drammatico, dramma ed epilogo. Anche fotograficamente è impeccabile, e se gli esterni -che il regista ci concede tutto il tempo per ammirarli- sono di una bellezza inconfutabile, gli interni addirittura rimandano al migliore del Bergman, una fotografia asciutta, non pretenziosa, candida, paradossalmente sembra quindi non ricercata. Il film termina con un epilogo dove non c’è esaltazione ne retorica, il finale di una storia di un’amicizia profonda e casuale.

Una Risposta

  1. Magnifico. Bello da togliere il fiato.

    marzo 19, 2011 alle 6:37 pm

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