by TheCoevas: Musicians of Words / Strumentisti di Parole

Raffinatezza linguistica

“Chi gioca con le parole deve essere innanzitutto dotato di un’intelligenza vivace e brillante, d’intelletto rapido e ingegnoso, quale che sia l’opinione che gli altri hanno delle sue capacità…”.

La raffinatezza e la complessità della lingua italiana la rendono splendidamente predisposta all’Enigmistica “scritta”, ma non altrettanto al Punning. Le parole monosillabi che o tronche sono rare, limitate alle preposizioni e a qualche avverbio; la pronuncia delle vocali e delle consonanti è rigida, ben codificata. Questo non significa che non si possano costruire dei giochi di parole: ad esempio un pittore può fare un “bozzetto” a qualcuno colpendolo in testa. Achille Campanile, riferendosi ad una minima quantità di alcool accidentalmente ingerita dal mammifero plantigrado che aveva scavato la tana fra le radici dell’albero barbasso all’ombra del quale trascorreva le sue giornate l’autore della Gerusalemme Liberata, parlava del “tasso del tasso del tasso del Tasso”, ma questi giochi si fondano per lo più sui doppi sensi. Un esempio di Punning in italiano potrebbe essere “abbondantemente”, che suona come “a Bonn Dante mente” (e l’opposto sarebbe “a Berlino Petrarca dice il vero”), oppure chiamare il grassone che ogni sera rincasa alla stessa ora “l’Addominevole Uomo delle Nove”… ma raramente il nostro Pun raggiunge le vette fonetiche delle due lingue sopra citate. Molti vernacoli italiani ben si prestano invece a questo scopo: il ligure, il veneto, il pugliese, l’emiliano, soprattutto il napoletano. Quest’ultimo è uno dei pochi dialetti in cui si possa cantare un “blues” senza forzature. Grazie anche alla sistematica “caduta” della vocale finale nella maggior parte delle parole, si ottengono esempi notevoli e talvolta triviali delle sue proprietà. “Lasciami la chiave sul letto” si interpreta in due modi differenti poiché ”Lasciami la…” verrà reso con “Riman’m-à…” (voce che può significare “Rimanimi la…” oppure “Domani me la…”) ed il restante “chiav’ ‘n gopp ‘o liett’ ” completa il grazioso quadretto. La traduzione in francese della frase “dopo Pasqua è festa” (après Pâques est fête), pronunciata in napoleta- no diventa un’allocuzione tanto volgare quanto ridicola. Se un fiorentino, riferendosi alla propria moglie, dice ”eh… l’amore, l’amore… ma ‘un la more mai!”, sta facendo del Punning. Il celebre stretto delle Bocche d’Ercole, se pronunciato in francese “les Bou- ches de Hercùle”, alle orecchie di un romano suonerà come ben altra cosa.

Una Risposta

  1. esilarante riflessione😆 ciao

    marzo 17, 2011 alle 3:13 pm

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...