by TheCoevas: Musicians of Words / Strumentisti di Parole

Recensione del Romanzo COEVA di Claudio Roma su AFFARITALIANI.IT

Nella foto: l’attrice PATRICIA VEZZULI legge stralci del romanzo COEVA

Karl Marx era solito nei momenti d’ozio dai suoi studi economici sfogliare cataloghi di libri. Jorge Louis Borges ha scritto di libri inesistenti descrivendo pagine, indici e dettagli (una di queste era un’enciclopedia della quale in un racconto veniva trovato un solo volume) in maniera talmente convincente da far sospettare che lui, bibliotecario cieco e veggente, li tenesse chiusi in qualche luogo segreto per poterli leggere e goderne segretamente.

Due i volumi che Affaritaliani propone ai suoi lettori. E tutti ispirati al romanzo che non c’è. Apre la carrellata la favola Coeva di Maria Pia Carlucci, Fiorella Corbi e Maurizio Verdiani, per la quale è stato chiesto aiuto a Duccio Trombadori che la descrive così: “L’opera è un allegoria contemporanea del modo di affrontare la vita, di viverla. Non si hanno riferimento: li si può trovare ovunque per ripartire e trovarne altri”. Trombadori da critico diventa narratore e riassume Coeva chiedendo aiuto alla fantasia: “Libro istante, trattamento di lettura simultanea, papier-collé senza nulla di ordionato e razionale”. Chi vuole saperne di più e non ha assistito alla lettura di brani curata con corpo e voce dall’attrice Patricia Vezzuli su romanzocoeva.it.

Il volume di Lem “VUOTO ASSOLUTO” Voland Edizioni, parla di altri libri, mai esistiti, sotto forma di recensione. Per la precisione quattordici recensioni di volumi che non sono mai stati scritti (almeno in questo universo e di ciò l’autore – uno dei più importanti scrittori di fantascienza non agloamericano avrà tenuto sicuramente conto). Lem declina ogni responsabilità: parlare di qualcosa che non esiste prevede un’innocenza “a priori”, quale critico può essere ritenuto colpevole del giudizio di qualcosa che non esiste e probabilmente non lo sarà mai? Non la farei così facile: un noto scrittore italiano che con i suoi romanzi ha dominato le classifiche editoriali per alcuni mesi è stato letteralmente costretto dal suo editore a produrre un libro che aveva solamente inquadrato di sfuggita nella scena di un romanzo: decine, centinaia di lettori si recavano ogni giorni nelle librerie facendo impazzire i poveri commessi che spulciavano senza risultato database e cataloghi alla ricerca di qualcosa che non era mai esistito se non in una narrazione.

A questo punto una domanda affolla la mente di questo recensore: ma per scrivere un giudizio benevolo o malevolo che bisogno c’è di aver letto il libro! Insomma, viene prima l’uovo o la gallina? Di una cosa siamo sicuri mentre compulsiamo il volume di Lem: il suo prossimo lavoro su questo tema potrebbe essere la vendita di un repertorio nella lingua del lettore con l’indicazione: “scuotere per avere il vostro libro preferito”, oppure “leggere le singole parole in ordine del tutto casuale e randomizzato” e avrete tutti i libri del passato, del presente e del futuro. Il libro dei libri.


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