by TheCoevas: Musicians of Words / Strumentisti di Parole

Bacco e l’Io profondo

«Tutto ciò che è profondo ama la maschera; le cose più profonde hanno per l’immagine e l’allegoria perfino dell’odio. (…) Ogni spirito profondo ha bisogno di una maschera: e più ancora, intorno a ogni spirito profondo cresce continuamente una maschera, grazie alla costantemente falsa, cioè superficiale interpretazione di ogni parola, di ogni passo, di ogni segno di vita che egli dà.»

F.Nietzsche

 

Indossare una maschera rende tutto più semplice. Aiuta a nascondere l’identità e a renderla irriconoscibile. Le maschere, nella fantasia e nella  realtà,  hanno da sempre permesso di fare ciò che ai volti è proibito. Grazie ad una maschera Romeo riuscì ad entrare in casa Capuleti, a danzare con Giulietta e a non farsi sfidare da Tebaldo , con “the mask “ dei fumetti della Dark Horse  chiunque poteva diventare invulnerabile pieno di poteri , violando così  le leggi della fisica e della realtà, e solo mettendo la maschera il nobile  Don Diego de la Vega riuscì a  combattere , in nome della povera gente, contro la tirannia sotto la maschera di Zorro. Dietro una maschera si celano molteplici identità e al contempo la vera essenza dell’essere che ,in contrasto con la quotidianità , si confonde tra i sogni. Il cubismo e le maschere del Congo di Picasso,  la danza espressionista di Mary Wigman, Hugo Ball e il dadaismo, hanno messo in evidenza l’importanza della maschera, soprattutto nella sfera figurativa. La maschera è così riuscita, a dare voce  alle catastrofi sconvolgenti e alla percezione di morte che le due guerre del 900 avevano disseminato nella cultura e soprattutto negli animi. In latino la persona era la maschera che copriva il capo dell’attore in teatro, la quale era regolarmente diversa in base ai personaggi . Pirandello ,partendo  proprio da questo presupposto ,sostenne la più grande verità : ogni uomo si serve di una maschera di volta in volta diversa per interagire con se stesso e con gli altri. Ma quando la maschera che si è creato o che gli hanno cucito addosso esplode, non gli resta altro che scontrarsi con la follia. Si corre il rischio di restare  intrappolati, di non saper riconoscere e scindere l’io dalla maschera che si porta, e così questa diventa  l’ arma che copre gli occhi, che riveste l’ animo e  che oscura l’indole . La si trascina dietro come una coperta di Linus per proteggere  l’ entità che dietro si tenta di nascondere . E’ possibile abbattere questi muri ed esporsi senza ostacoli? Oscar Wilde,  sosteneva: “ogni uomo mente ma dategli una maschera e sarà sincero”… Alle volte,  la maschera, si trasforma in una muraglia, dietro la quale si ci nasconde  per difendersi dalla paura che qualcuno possa attaccare il vero io . E’ comoda, nasconde l’ identità, e fa dire quello che realmente si pensa. La maschera è ambigua, dietro essa si ama  nascondere la verità, per salvaguardare la propria profondità e allo stesso tempo fuggire dalla realtà. Dietro ci si sente  protetti, se ne porta al giorno una diversa in base all’occasione. E’  necessario per interpretare la realtà. Ma prima o poi iI trucco si sfalda e si scioglie;  ed anche se dietro ogni maschera ce n’è un’altra e un’altra ancora prima o poi si arriva  al niente. La verità è nascosta tra il velo sottile che divide la pelle dalla maschera … Solo da lì può venire fuori la vera essenza dell’anima.

 

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